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Caltabellotta
7 agosto Alla scoperta di Caltabellotta nella Giornata dei beni culturali ecclesiastici - 01/08/2016

Una giornata alla scoperta di Caltabellotta, uno dei borghi medievali più belli di Agrigento e della Sicilia, attraverso i suoi luoghi sacri. Il prossimo 7 agosto si terrà il primo appuntamento con “Le Giornate dei Beni Culturali Ecclesiastici” promosso dall’Arcidiocesi di Agrigento e dalla Comunità Ecclesiale di Caltabellotta. Un percorso guidato dalla Cattedrale, alla Chiesa della Pietà e, per la prima volta, all'Eremo di San Pellegrino, passando per la Chiesa del Carmine dove darà possibile visitare la sagrestia monumentale. L'apertura straordinaria degli edifici sacri è prevista dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. I visitatori saranno accompagnati dai percorsi Arte&Fede organizzati dalla Diocesi. 

Un'occasione per scoprire Caltabellotta e le sue storie attraverso le chiese e i luoghi di culto. Sapevate che è a Caltabellotta che è morto da bambino l'ultimo re Normanno erede al trono? Sempre in quel borgo poi venne siglata la Pace di Caltabellotta nel 1302 che sancì la tregua tra Aragonesi e Angioini. Ma sono tante altre le storie da scoprire. Dopo un lungo periodo di chiusura finalmente si potrà entrare nell'Eremo il luogo in cui si pensa che visse Pellegrino, uno dei vescovi più antichi di Agrigento e protovescovo della Diocesi di Triocala. Un viaggio nella storia, nella leggenda e nell'arte dunque.

“Le Giornate dei Beni Culturali Ecclesiastici vogliono essere – dice don Giuseppe Pontillo direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Agrigento – un modo per guardare attorno a noi e scoprire lo straordinario patrimonio artistico che la storia ci ha consegnato: chiese, conventi, biblioteche, archivi, organi, edicole, affreschi, quadri e oggetti sacri di straordinaria bellezza. Nostro intento, con questa iniziativa – altre ne seguiranno –  è di recuperare la memoria e far fruire alcuni beni, qualche volta dimenticati o inaccessibili al pubblico, per suscitare il gusto per la bellezza e avvicinare la gente, soprattutto le nuove generazioni, all’arte sacra".

 

Le fotografie sono state gentilmente concesse da Marco Falzone

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